Di che cosa si occupa la medicina interna?

internistica-pagina

La Medicina Interna rappresenta la specialità che tipicamente fa riferimento all'area medica, intesa in contrapposizione a quella chirurgica.

Ha come obiettivo la valutazione ed il trattamento medico del paziente nella sua inscindibile unità, sommatoria di diversi organi ed apparati autonomi ma integrati gli uni con gli altri a creare un'unica unità funzionale: l'organismo umano.

Si avvale principalmente dell’anamnesi (la storia clinica raccontata dal paziente) e della semeiotica medica (la visita da parte del medico) che permette, in mani esperte, un buon orientamento diagnostico differenziale, oggi aiutato moltissimo dalle indagini strumentali più o meno invasive che, pur se pilotate dalla clinica, debbono far parte del patrimonio conoscitivo dell'internista.

Chi è allora l'internista: un medico generico o uno specialista?

È assolutamente uno specialista anche se si interessa della Medicina Generale.
Il corso di studi per arrivare alla Specializzazione in Medicina Interna è addirittura più lungo rispetto a quello delle altre specialità (5 anni piuttosto che 4) dopo il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia.

Cosa ci si aspetta quando si sceglie di essere visitati da un medico internista?

Ci si aspetta un’accurata anamnesi (è il paziente che racconta il suo passato e la sua sintomatologia) ed un attento esame obiettivo (è la visita medica generale), quest’ultimo effettuato principalmente utilizzando i “sensi” del professionista (vista, udito, tatto, olfatto) particolarmente allenati a percepire normalità o anomalie nelle strutture organiche indagate, sia nel loro aspetto morfologico che nella loro funzione.
Talora potranno essere utilizzati dall’internista semplici strumenti  come lo stetoscopio, lo sfigmomanometro, il glucometro, l’elettrocardiografo, l’otoscopio, il pulsossimetro, ecc., utili per semplificare, migliorare o approfondire la valutazione clinica.

Come si potrà concludere la visita? 

Come tutte le visite mediche potrà portare ad una conclusione diagnostica e, se necessario, ad una prescrizione farmacologica; potranno essere richiesti accertamenti laboratoristici (prelievo di sangue) o strumentali (Rx, TC, RM, Gastro o Colonscopia, ecc.) per ottenere ulteriori approfondimenti o per un semplice controllo, magari dopo la terapia; talora potrà essere consigliato un ulteriore controllo specialistico.

Perché e quando rivolgersi al medico internista? 

Ci si rivolge allo Specialista in Medicina Interna per ottenere una valutazione complessiva del proprio stato psicofisico coscienti della capacità di quel professionista di analizzare l’organismo umano nella sua totalità e dare un giudizio complessivo di normalità ovvero di problematiche da approfondire.

Ogni qual volta riconosci un possibile problema o quando, comunque, tu ritenga utile ascoltare il parere di un medico, preferisci in prima battuta interpellare uno Specialista in Medicina Interna: è lui la persona più adatta a discernere le varie problematiche psicofisiche ed indirizzarti, eventualmente, dallo specialista del settore più idoneo.

Per una prima valutazione non è sempre necessaria una visita clinica, spesso è sufficiente un semplice colloquio telefonico perché la problematica possa essere affrontata o addirittura risolta.

Che ruolo hanno allora gli altri specialisti?

Valutata la problematica attraverso l’anamnesi e l’esame obiettivo generale, puntato il dito su un particolare organo o apparato, lo Specialista in Medicina Interna, potrà consigliare la valutazione da parte di un altro Collega Specialista rivolgendo a lui, particolarmente esperto nel campo, un preciso quesito derivato da un fondato sospetto clinico.In tale ottica lo Specialista, inteso nell’accesso comune del termine, rappresenta un secondo livello di approfondimento diagnostico-terapeutico, molto più settoriale, che si differenzia dalla visita dell’internista in quanto quest’ultimo aveva effettuata una prima valutazione necessaria a restringere il campo di intervento.

fonte: sistemahelios.it